...E per quanto sia faticoso abbandonare la strada già segnata ed apparentemente più sicura, scopre che è possibile trovare nuove vie, e che ci vogliono sia il sole sia la pioggia per fare un arcobaleno.
Saper sognare è un dono, ma il sogno può diventare una gabbia dorata se per realizzarlo si accettano così tanti compromessi da perdere di vista la felicità. Perché é giusto credere nelle favole. L'importante è saper accettare che la nostra potrebbe essere diversa da quella che abbiamo sempre immaginato.
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giovedì 9 maggio 2013

testa VS cuore

and the winner is???...

ve lo dico alla fine.

E' un mercoledì mattina come tanti, quello di ieri. Tornavo come al solito verso il mio ufficio, dopo aver parlato per ore con il solito cliente (scontento), un po stralunata, un po stanca, con il solito senso di angoscia che mi accompagna nei momenti in cui la regina delle seghe mentali si impossessa di me.
Suona il telefono, è Papà.
- puoi venire un attimo a casa tua? c'è l'idraulico, dobbiamo decidere a che altezza mettere il soffione della doccia...-
- si, cinque minuti e sono li...-
ansia, ansia, ansia...

La casa è ancora un cantiere, ci sono calcinacci per terra, secchi, martelli e tanta polvere.
Hanno controsoffittato, non lo sapevo, hanno anche già forato il cartongesso dove ci saranno i faretti.
Verrà bellissimo, una volta finito.
Papà mi fa da cicerone -vedi? i faretti qui li abbiamo posizionati così, di la, cosà...-
sento una fitta alla bocca dello stomaco.
- in questo bagno, invece, vedi? abbiamo pensato di fare questo e quello...cosa ne pensi?-
annuisco, lo sento appena.
"ora glielo dico, glielo dico...ora o mai più"
non piangere, non piangere...
troppo tardi. Come sempre le mie lacrime vivono un' esistenza parallela alla mia.
Decidono da sole, sono incontrollabili. Maledette.
- Ecco, vedi Papà, è che quando tutto va bene, deve sempre succedere qualcosa, deve esserci una difficoltà...-
Papà è un apprensivo.
Non è sempre stato così, ma dopo la malattia di mio fratello qualcosa è cambiato, in lui. Glielo vedi infondo agli occhi, che vive in apprensione...
-Cosa succede? problemi con RR?...-
Diglielo, ora!
- No, anzi...va tutto bene, solo che...-
E da quel momento le parole sono un fiume in piena.
Gli dico tutto, senza riuscire a smettere di piangere.
Ed ad ogni lacrima il nodo alla bocca dello stomaco si scioglie un pochino...
Poi arriva il suo silenzio. Lunghissimo, assordante. Di quei silenzi che stridono come le unghie sulla lavagna, di quelli che ti fanno correre i brividi lungo la schiena.

- Se questo ragazzo ti rende felice, Giulia, se pensi che questo sia quello che vuoi, se ti rende serena allora fallo-
ed io piango ancora, forse ora piango anche di più.
Perchè lui è un grande uomo meraviglioso, che ha sempre e solo voluto la mia felicità ed è per la mia felicità che mi sta ristrutturando casa e sempre per la mia felicità ora fa marcia indietro, cambia priorità e mi dice
- dov'è il problema, bimba? si fanno i lavori con tutta calma e poi si affitta...e se anche non si affitta per un pò, dov'è il problema bimba?...-
Il problema esiste solo nella mia testa, scema come al solito.
Il problema sono i dubbi che mi creo, le ansie dalle quali mi lascio schiacchiare, i sensi di colpa che lascio che mi attanaglino.
Ma la verità è che non potevo sperare che la mia vita prendesse una piega migliore.
Anche se mi fa paura, dopo così poco tempo, progettare una convivenza con questo uomo fantastico che ha tutto per essere quello giusto, ma io cosa ne so, infondo, se lo è oppure no?
perchè la vita è una partita a poker, giusto? mi butto, corro il rischio ed intanto mi godo l'ebrezza dell'adrenalina...

Nel pomeriggio il telefono suona ancora. E' mamma.
- Papà mi ha detto. Non piangere, non sono queste le cose per cui si piange. fai quello che ti dice il cuore-


E quindi? the winner is????..................
il cuore.
Amici, vado a vivere con RR.


venerdì 5 aprile 2013

Euforia tossica

"Hai visto fuori? Non ti sei accorta che è novembre?"
"Maccome? Ieri c'erano 15 gradi...mi ero illusa, sembrava primavera"
-La telefonata con la mamma alle 7.45 del mattino è un must, lei in macchina verso il suo ufficio ed io a cercare di ricomporre il viso alla luce surreale dello spechio del bagno.-
Dovrebbe essere primavera.
Ed invece no, ripiombiamo nell'autunno perenne che vive il paesello.
E così i capelli mi stanno sempre di merda, che sembro Branduardi sul lato destro e Cocciante su quello sinistro della testa e mi viene un malumore che potrei urlare per un'ora imprecazioni talmente poco garbate che...evvabbè, primavera I'm waiting on you, ti prego che non se ne può proprio più della pioggia e del freddo. Eddai.
E ok, il cielo è plumbeo, la pioggia snervante e sticazzi, ma io sono felice.
E non riesco ad impedirmi di esserlo, anche se vorrei correre più piano, perché io corro, corro veloce, corro contromano e poi, sistematicamente, inciampo e cado....un bel volo dritto di faccia, sul pavimento, mi rialzo tutta ammaccata e ricomincio a correre. Corri Forrest, corri...
Ed io corro.
E non ci dormo la notte, per questa cosa che sento sotto la pelle, per queste budella attorcigliate che se non sono farfalle nella pancia, almeno un po' ci assomigliano. Mi rigiro nel letto e mi dico che è tutto ancora talmente prematuro che è anche superfluo parlarne. Ed infatti non ne parlo, se non qui. Perché non è reale, non ancora.
C'è stato, poi, quel bacio con il Compagno di Albe, ieri sera e pure sotto la pioggia, cioè, proprio una cosa alla "gira il mondo gira, nello spazio senza fine...con gli amori appena nati...." E ciao...
Ciao ed io oggi sono qui, che galleggio in questa euforia tossica e mi chiedo come posso fare a non commettere sempre gli stessi errori. Gli errori di sempre.
Chi mi conosce bene, lo so, mi consiglierebbe di "vivere", tanto per cominciare, di abbandonare costrutti, sovrastrutture ed armature e vivere di pancia e di cuore, dimenticando di pensare, che "la mente spesso mente..."
E così dentro di me Amore e Psiche si avviluppano in una specie di amplesso mentale che mi confonde e mi fa venire voglia di urlare, di paura e di gioia.
"Quest'imbarazzo è un po la parte bella di ogni nuovo inizio..." dice lui.
-inizio: inizio di che? approfondisci il concetto di "inizio"- penso io.
Ma sto zitta e abbasso gli occhi.
"Il tuo corpo parla per te", mi dice e mi sfiora una mano che io immediatamente ritraggo, come un maledetto riflesso incondizionato. E me ne accorgo, che lo sto facendo e non posso farne a meno.
"Per me questo momento è la parte più bella, poi subentra l'abitudine, ci si conosce...scoprirsi è la parte più emozionante" dice.
"Ma lo so che tu vorresti essere ovunque tranne che qui, che vorresti scappare" aggiunge.
-Macchè sei matto?-penso io
- Potresti essere il mio Principe, mi sembra di volare...dove credi che vorrei essere se non qui...?- penso, ma non lo dico.
Ma perchè quando devono uscirmi, le parole, mi rimangono incastrate in fondo alla gola?
Vorrei dirti vorrei essere ed esattamente dove sono, che mi tremano un pò le mani, che ho paura e che sono felice, vorrei dirti... ma non lo dico, abbasso lo sguardo e sorrido.